ITINERARI RELIGIOSI

HOTEL DELLE MORE, NEL CUORE DI VIESTE

ITINERARI RELIGIOSI

Santuario di Santa Maria di Stignano

È un edificio religioso che si trova nei pressi di San Marco in Lamis, situato sull’antica Via Francigena. Un’antica leggenda, vuole infatti che nel 1216 san Francesco, al ritorno dall'Oriente, sia passato per questa valle e abbia benedetto i suoi frutti. Secondo alcuni ritrovati storici, pare sia uno dei primi santuari mariani in territorio foggiano, e una delle architetture più imponenti costruite nel 1500. La magnifica facciata cinquecentesca della chiesa è instile romanico abruzzese. All’interno troviamo l'altare maggiore, progettato da Luigi Schingo da San Severo, la cattedra settecentesca con magnifiche pitture sulla vita della Madonna all’interno dell’aula magna, e il loggiato cinquecentesco con il pregevolissimo pozzo del 1576 e le pitture cicliche sulla vita di san Francesco.

Santuario di San Matteo Apostolo

Immerso nel verde dei boschi circostanti, a San Marco in Lamis, sul Gargano, sorge il Santuario di S. Matteo Apostolo, da secoli meta di pellegrini da ogni parte del mondo. Si ritiene forse fondato dai Longobardi, forse su un precedente ospizio dei secoli IV-V. Nel 1568 passò ai Frati Minori Osservanti. Con il loro arrivo giunse da Salerno un molare di S. Matteo, reliquia ancora venerata. A chi lo scorge in lontananza appare come una grande fortezza in collina.

Una scalinata del 1838, attraverso una serie di archi a vela, conduce ad un chiostro rettangolare, ad un loggiato cinquecentesco ed ad un piazzale medioevale con statua di S. Michele Arcangelo. Un lungo corridoio conduce alla chiesa, a navata unica, con presbiterio rialzato e abbellito di marmi policromi, realizzato da artisti napoletani. Nella nicchia dell’altare maggiore, il venerato simulacro ligneo dell’Apostolo, ricavato da un francescano nel 1596 (data sul libro del Vangelo), che trasformò un’antica immagine del SS. Salvatore.

Da visitare anche: gli affreschi medioevali, i restanti tre altari barocchi in pietra garganica, dedicati a S. Giuseppe, all’Immacolata, a S. Antonio di Padova e a S. Giovanni Battista, il coro ligneo seicentesco, la Biblioteca, il Presepe artistico, e l’interessante Museo con testimonianze della devozione a S. Matteo ed ex voto. A poca distanza da S. Marco in Lamis il Santuario di S. Maria di Stignano, tra i più antichi della Capitanata, dove si venera una bizantina statua della Madonna in trono con il Bambino. Il 21 settembre si festeggia solennemente l’Apostolo con riti religiosi e processione. Nei dintorni di Manfredonia, la zona archeologica di Siponto, con le antiche chiese romaniche di S. Leonardo e S. Maria Maggiore.

Il Santuario di S. Pio da Pietrelcina è da decenni popolare meta di pellegrinaggio. Situato a San Giovanni Rotondo, città immersa nel verde del Parco Nazionale del Gargano, viene raggiunto ogni anno da circa 7 milioni di pellegrini che arrivano per omaggiare Padre Pio. La cittadina fu fondata nel 1095 sulle rovine di un villaggio del IV secolo a. C., come accertato da resti di tombe e da un battistero circolare di epoca incerta, sul quale venne costruita, tra VI e VII secolo, la chiesetta del patrono S. Giovanni Battista (o Rotonda).

La Chiesa Antica (1540-1676) è dedicata a S. Maria delle Grazie, patrona del paese. Nella lunetta sovrastante il portale d'ingresso sono ritratti in maiolica la Madonna con il Bambino ed i SS. Francesco d’Assisi e Michele Arcangelo. All’interno: l'altare di S. Francesco, sul quale Padre Pio celebrava le messe, il confessionale, l’icona della Vergine e, nel coretto, il Crocifisso davanti al quale ricevette le stimmate. Il nuovo Santuario di Santa Maria delle Grazie (1956-1959) fu fatto edificare per volontà del Santo. E’ a tre navate decorate da nove mosaici. Nell’abside si trovano raffigurati la Madonna delle Grazie e S. Pio. Tra il 1994 ed il 2004 è stato costruito il Santuario di Padre Pio, progettato da Renzo Piano.

La struttura può contenere 7.000 persone sedute e 30.000 in piedi all’esterno. Qui vengono celebrate giornalmente numerose messe, come nel Santuario di Santa Maria delle Grazie. All'interno della nuova chiesa si trovano numerose opere d'arte: il Crocifisso di Arnaldo Pomodoro; l'ambone monumentale di Giuliano Vangi; il tabernacolo di Floriano Bodini, ed i mosaici del gesuita Marko Ivan Rupnik. Meritano una visita anche la Via Crucis monumentale, costituita da sedici statue lungo il pendio del Monte Castellana, la celletta di Padre Pio, nel convento, l’imponente ospedale voluto dal Santo, la Casa Sollievo della Sofferenza, il Monumento a San Pio (1987), opera bronzea di Pericle Fazzini e, in Palazzo Morcaldi, il Museo delle Cere di Padre Pio. Ogni 23 settembre viene commemorato S. Pio con fiaccolate, processione della sua statua, e riti religiosi. La Madonna delle Grazie viene festeggiata dall’8 al 10 settembre con una processione che accompagna l’icona in paese.

Il Santuario di San Michele Arcangelo è uno dei più importanti luoghi di culto pugliesi. Situato a Monte Sant'Angelo, nel Gargano, è meta da 16 secoli di pellegrini da tutto il mondo, intenti a conoscerne la storia e la misticità. Che siate fedeli o semplici visitatori, è tappa d'obbligo per chi vuole apprendere una storia che dal V secolo arriva ai giorni nostri, in una località dove s'intrecciano religione, storia, devozione popolare e vicende politiche del Gargano e della Puglia. È possibile accedere alla Celeste Basilica (cosiddetta perché non consacrata da mano umana) attraverso una scalinata di 86 gradini che collega il portico d’ingresso all’atrio. L'entrata della Sacra Grotta è preceduta da un portone bronzeo (1076), proveniente da Costantinopoli, con Scene del Nuovo ed Antico Testamento.

Nella spelonca, secondo la tradizione, apparve tre volte (490-493) l'Arcangelo al vescovo di Siponto (Manfredonia), S. Lorenzo Maiorano. Nel 1656 si verificò una quarta apparizione al vescovo locale Alfonso Puccinelli, di origini lucchesi. La venerata statua del XVI secolo, attribuita ad Andrea Sansovino, raffigura S. Michele nelle sembianze del Principe delle milizie angeliche nell'atto di calpestare Satana. Sotto il simulacro, posto sull'altare maggiore della grotta, è custodita l’ara originale in pietra, dove è impressa l’impronta di un piede, attribuita all'Arcangelo. Si consiglia anche una visita alle Cripte, al Museo Lapideo ed al Museo devozionale, che raccolgono interessanti testimonianze storiche ed artistiche del culto micaelico. La Basilica di S. Michele Arcangelo fu eletto “santuario nazionale longobardo” nel VII secolo. Divenne presto una delle principali mete religiose, insieme a Gerusalemme, Santiago de Compostela e Roma.

Numerosi furono i pellegrini in viaggio lungo la Via Sacra Langobardorum, che unisce idealmente l’abbazia normanna di Mont-Saint-Michel (Francia) a Monte Sant’Angelo, passando dalla piemontese Sacra di S. Michele in Val di Susa. Solenni processioni e riti sacri rendono magica l'atmosfera del santuario garganico l'8 maggio e il 29 settembre. In queste due date si celebrano la prima apparizione dell'Arcangelo nella grotta e la consacrazione della basilica. I pellegrinaggi sono caratterizzati da cortei di fedeli con stendardi, bandiere e crocifissi, provenienti da tutta Italia e dall’estero. Particolari rituali: l’incisione dell'iniziale del proprio nome o l'impronta della mano sulle pareti della grotta. Alcuni richiedono sassolini benedetti della spelonca per devozione. Nei dintorni della cittadina l’antica ed importante Abbazia di S. Maria di Pulsano, di origine benedettina.

Riconoscimenti

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