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VIESTE

Vacanza a Vieste: mare, cultura e tradizioni della perla del Gargano

Vieste è un piccolo ma incantevole paese nella parte più orientale del Gargano, in Puglia. Borgo peschereccio ed agricolo dal gusto tipicamente mediterraneo, offre ai visitatori una stupenda vacanza grazie alle sue attrazioni, cultura e tradizioni. Un soggiorno a Vieste è l'ideale sia per viaggiatori solitari che per coppie e famiglie. Uno dei posti più caratteristici della cittadina è sicuramente il suo quartiere medievale, che si estende fino alla rocciosa Punta San Francesco, con vista sul faro dello Scoglio di Santa Croce. Sul promontorio sorgono l’omonimo monastero fortificato ed il castello normanno-svevo. Da qui, si può raggiungere Vieste, attraversando i vicoli, le stradine, le scalinate e le casette bianche che caratterizzano il centro storico di questo piccolo centro marinaro.

È possibile visitare la Cattedrale in stile romanico-pugliese (XI sec.) con bel portale laterale e campanile tardo barocco. L’ottocentesco interno custodisce la venerata statua lignea della Madonna di Merino, patrona di Vieste. Di fronte alla chiesa, l’interessante Museo Civico Archeologico “Michele Petrone”, con reperti dauni, romani, e ceramiche a vernice nera. Sempre il centro, l’imperdibile Museo Malacologico, con circa 12mila esemplari da tutto il mondo. In un vicolo della piazza della Cattedrale, la “chianca amara”, pietra monumentale sulla quale il pirata Dragut decapitò circa 5.000 viestani nel 1554. All'inizio della Spiaggia del Castello, chiamata anche “del Pizzomunno”, una grande roccia bianca di oltre 20 metri, che si slancia sulla costa, simbolo della cittadina legato a varie leggende. Con la barca è possibile raggiungere la Grotta Campana Grande. Altre spelonche di notevole interesse: Grotta San Nicola, Grotta Lina, Grotta dell’Abate e Grotta dell’Acqua. Superate le spiagge di S. Lorenzo e di Scialmarino, potete raggiungere la Piana di Santa Maria, con il Santuario della Madonna di Merino, sul luogo della scomparsa Merinum, con i resti di un’antica villa romana.

Nei pressi, la Grotta Caprarezza e La Salata, alta più di 40 metri, con interessanti necropoli paleocristiane (III sec. d. C.) ed Oasi naturalistico-archeologica. Sulla spiaggia antistante naufragò papa S. Celestino V, poi fatto arrestare a Vieste da Bonifacio VIII. Lungo la costa che porta a Mattinata, numerose torri d’avvistamento, come la Torre Gattarella (1570), bianche scogliere ed erosioni naturali. Tra le varie grotte da visitare: del Serpente, Smeralda, dei Sogni, dei Marmi, Rotonda e dei Due Occhi. Durante la vostra vacanza a Vieste visitate i negozi affacciati lungo gli scaloni del centro storico, dove si possono trovare specialità gastronomiche e prodotti artigianali come formaggi, taralli e olive. Ciò che non dimenticherete facilmente dopo aver soggiornato in questa cittadina è il mare cristallino, famoso per i suoi colori e l'acqua incredibilmente pulita. Il borgo è stato più volte premiato con l’ambita Bandiera Blu. Le lunghe spiagge di sabbia finissima e dorata, sono ideali per passeggiate a piedi o in bicicletta. Non dimenticate un’escursione alle grandi foreste pugliesi della macchia mediterranea, ricche di piante esotiche, alberi ed animali di specie diverse.

È possibile praticare windsurf, kayak, sci d'acqua e gite in barca tra insenature e calette. Il porto è formato da uno peschereccio e dal rifugio di Sant’ Eufemia, di fronte all’omonima isoletta. Dispone di 250 posti barca. La cordialità e la cortesia degli abitanti vi faranno sentire a vostro agio in qualsiasi situazione ed ambiente. Vieste è “città dell'olio” per eccellenza; ancora oggi rappresenta una delle realtà olivicole più grande del Gargano e della Puglia, e fino agli anni ‘70 era il primo paese con maggior produzione d'olio di tutta la regione. Un primato che a poco a poco si è spostato sempre più verso il settore turistico con creazione di villaggi, residence, hotel. Un paese garganico che ha invece aumentato la produzione dell'olio d'oliva è Carpino: negli anni ’60-‘70 ha riempito centinaia di ettari di terreno con nuove piantagioni di oliveti.

Le spiagge di Vieste

Le spiagge del Gargano sono anche ciottolose. La Baia di Vignanotica, 26 km da Vieste, è nota per le alte scogliere bianche poste tra i parchi di Santa Tecla e Monte Barone. Può essere raggiunta dalla strada comunale Vieste-Mattinata, imboccando un sentiero di circa 3 km. La presenza delle scogliere rende il posto ombreggiato già dal primo pomeriggio.

A 14 km da Vieste troviamo la Spiaggia di Porto Greco, anch'essa con ciottoli. Immersa nella vegetazione mediterranea e circondata dalla maestosa Torre dell'Aglio (1568), raggiungibile attraverso una strada non asfaltata lunga circa 400 metri. Dalla litoranea si può apprezzare una magnifica vista dell'Arco di Porto Greco. Cala della Sanguinaria è una gemma tra le spiagge del Gargano. Ricca di rocce calcaree è situata su una scogliera bianca,  circondata da una pineta.

L'ideale per chi vuole praticare lo snorkeling o cerca solo relax. Si accede alla spiaggia tramite un sentiero nella foresta di pini d’Aleppo, la più grande d'Italia. In alternativa è possibile raggiungerla via mare. In questo caso si consiglia di visitare la Grotta dei Pomodori. La Baia di San Felice, dall’incantevole scenario, è abbellita da un architiello naturale. La Baia delle Zagare è impreziosita dall’Arco Magico e dai faraglioni. Altre spiagge: Baia di Campi, Portonuovo, Porto Piatto e Pugnochiuso.

Vieste - Ricordi

Partiamo dagli anni ’60: un salto indietro di 50 anni. Vieste era certamente molto più bella di oggi. Le date che ci riguardano sono: 1962 e il 2012. Esattamente 50 anni. Non molti né pochi, ma certamente vissuti molto intensamente. Da piccolo il mio quartiere era quello sotto al castello (in dialetto “sott u castid” ).

Il Castello è quello di Federico II di Svevia risalente al 1200 ed ubicato sulla parte più alta di Vieste, a strapiombo sul mare. Quando andavo alla finestra e guardavo il castello, la facciata grande che dà ad ovest, lo stupore era grande. Immaginavo i soldati all'interno, la guerra ed i cannoni che avevano bombardato il castello, creando due grandi buchi in alto, a destra della facciata. Forse era anche questo che alimentava tra noi bambini quei giochi un po’ folli di fare la guerra, a volte con mazze di legno, a volte con pietre. Le strade del quartiere allora non erano ancora asfaltate né cementate, ma di terreno battuto. Con l'asino Raimondo, già dall'età di 4 anni, percorrevo via Federico II di Svevia (la salita del castello o come si diceva in dialetto “u Mundaron” che significa montagna di sabbia). Era la strada per andare in una campagna, nella zona Scialara che i miei coltivavano in affitto.

La zona della Scialara sarebbe tutta la piana interna e parallela al Lungomare Enrico Mattei che affianca la bellissima Spiaggia del Castello o “del Pizzomunno” (grosso monolito isolato di cui si narra una leggenda che più in avanti riporteremo). Certo il Pizzomunno, da sempre è stato una grande attrazione, come pure il lungomare e la spiaggia. Ma per me, non di meno, anzi con grande fascino, ricordo la zona della Scialara, quando esistevano solo alcune torri e tanti appezzamenti di vitigni con tante qualità di uve speciali, oggi quasi completamente scomparse. Terreni con vitigni che venivano zappati a mano, e sempre a mano si facevano tutti i vari lavori di coltivazione fino alla vendemmia. Si coltivavano anche ortaggi e verdure e non mancavano varie qualità di frutti.

Un frutto in particolare che nella Scialara abbondava ed oggi non so se sia rimasto ancora qualche alberello, erano i “muled” (piccole mele). Lavori duri che ti spezzavano la schiena ed i calli ti gonfiavano le mani, a volte sotto il sole cocente e a volte sotto il gelo, in base alla stagione, ma comunque in armonia e fratellanza con il vicinato (Cumbà Francisc Sumarid, Manvulin, U cnès, Masin, Cunba Pep, U re, Cascparr, Sandared, U raschet, Tanin, U roman, ecc.). La spiaggia del castello in quei tempi, a mio parere, era la spiaggia più bella di Vieste L’unico lido balneare esistente era il Lido Approdo ai piedi del monolito Pizzomunno. Tutta la spiaggia era piena di dune e fratte che delimitavano la spiaggia dalle vigne. I vari nuclei familiari quando andavano al mare, e succedeva comunque raramente, a causa della necessità di dover lavorare per forza maggiore, si sceglievano ognuno la propria duna che dava un po’ di riservatezza.  In fondo alla spiaggia del Castello (Lungomare Enrico Mattei) lunga circa 3 km,  troviamo una barriera di roccia che, se superata, lascia scoprire un'altra piccola spiaggia, ideale per chi ama la riservatezza e l'intimità, frequentata soprattutto dagli anni ‘80. Dalla Scialara passiamo alla Zona Ponte. Da sopra la zona Ponte, il panorama è unico.

È senz'altro  uno dei punti più panoramici di Vieste dove scorgi tutto il Lungomare Enrico Mattei fino al Pizzomunno e tutta la parte alta di Vieste che dal Castello si adagia fin dentro il mare con la zona “Punta San Francesco”. Da quel punto, chiunque sia arrivato a Vieste dalla litoranea di Manfredonia-Mattinata-Vieste, ha ammirato e fotografato quel grande scenario. Dall'altra parte del Ponte troviamo un'altra bella spiaggia con l'isolotto di Portonuovo. In questo tratto di spiaggia voglio ricordare anche il Torrente di Caruso, senz'altro il più importante tra i tanti torrenti che sfociano in mare tra la spiaggia del Castello e quella di Portonuovo. Il torrente di Caruso sorge nella piana alle spalle della stessa spiaggia, forma prima un laghetto, e poi si riversa verso il mare. Ma la caratteristica non è solo quella di essere il più grande e di formare alla sorgente un laghetto, dove tra l'altro sembra rappresentare un punto di sosta importante per tante specie di uccelli migratori. Inoltre è un torrente che ha attirato tanti viestani a fare la Petarola. La Petarola si fa con una rete di circa 40 metri.

Partendo dalla battigia, si prende un’estremità della rete, si entra in mare, e si forma un semicerchio, arrivando più o meno fino all'altezza della coscia; poi si ritorna a riva, chiudendo contro l'altra estremità. Dopo la Spiaggia di Portonuovo, troviamo una costa che si alterna tra sporgenze rocciose, dove tra l'altro troviamo l'Architiello di San Felice e varie calette fino alla Baia di San Felice. La Baia di San Felice a Vieste è l'ultima risultante essere di sabbia fine. A seguire, sempre lungo la costa Vieste- Mattinata, troviamo la Baia di Campi, e qui la spiaggia non è più di sabbia, ma di ghiaia. Dalla Baia di Campi passiamo alla zona turistica di Pugnochiuso, della quale si ricorda il fondatore negli anni ’50, Enrico Mattei. Difatti fu il primo grande insediamento turistico a Vieste, in funzione già dagli inizi degli anni ‘60.

Con Pugnochiuso finisce la costa di Vieste ed inizia quella di Mattinata che ricordiamo essere la costa sud di Vieste e del Gargano. Dalla parte nord di Vieste, partendo dal bellissimo Lungomare Europa che nasce dal cuore della città, troviamo il porto. Iniziamo a dire che alla distanza di circa 700/800 mt dal centro urbano di Vieste, si affaccia il favoloso Hotel delle More, hotel 4 stelle che ha iniziato la sua attività a luglio 2009. Dal Lungomare Europa, lungo 1 km e 1/2, passiamo alla Baia di San Lorenzo dove è ubicata, in alto al roccione, la chiesa di S. Lorenzo. Superato il primo tornante si scorge dall'alto la Caletta di San Lorenzo, una bellissima spiaggetta raggiungibile solo a piedi. Qualche centinaio di metri più in là troviamo Punta Lunga. Una bellissima zona non tanto visibile dalla strada e neppure raggiungibile perché è quasi completamente privata.

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