Vieste – Raccontata con un po di autobiografia
Partiamo dall’esserci nato cinquant’anni fa a Vieste, non sono molti ne pochi, ma certamente vissuti molto intensamente.
Da piccolo il mio quartiere era quello sotto al castello ( in dialetto sott u castid ). Il castello è quello di federico 2° di Svevia risalente al 1200 ubicato sulla parte più alta di Vieste a strapiombo sul mare.
(Castello di Federico 2° di Svevia)
Le strade del quartiere allora non erano ancora asfaltate ne cementate, ma di terreno battuto. Con l'asino Raimondo già dall'età di 4 anni percorrevo via Federico 2° di Svevia ( la salita del castello o Mundaron in dialetto che significa montagna di sabbia ) per andare in una campagna nella zona scialara che i miei coltivavano in affitto. La zona della scialara è tutta la piana interna e parallela al Lungomare Enrico Mattei che affianca la bellissima spiaggia del castello o spiaggia del Pizzomunno ( Grosso Monolito isolato di cui si narra una leggenda che più in avanti riporteremo).
( Spiaggia del Castello o Pizzomunno )
Certo il Pizzomunno è sempre stato una grande attrazione come pure il lungomare e la spiaggia, ma ricordo anche con fascino quella zona della scialara quando esistevano solo alcune torri e tanti appezzamenti di vitigni con tante qualità di uve speciali oggi quasi completamente scomparse.
Terreni con vitigni che venivano zappati a mano e sempre a mano si facevano tutti i vari lavori di coltivazione fino alla vendemmia. Lavori duri che ti spezzavano la schiena e i calli ti gonfiavano le mani a volte sotto il sole cocente e a volte sotto il gelo, ma comunque in armonia e fratellanza con il vicinato
Infondo alla spiaggia del Castello, lunga circa 3 km, troviamo una barriera di roccia che se la superiamo scopriamo un'altra piccola spiaggia ideale per chi ama la riservatezza e l'intimità. Dalla scialara passiamo alla zona Ponte. Da sopra il ponte il panorama è unico, senz'altro è uno dei punti più panoramici di Vieste dove scorgi tutto il Lungomare Enrico Mattei fino al Pizzomunno e tutta la parte alta di Vieste che dal Castello si adagia fin dentro il mare con la zona " Punta San Francesco " Da quel punto chiunque sia arrivato a Vieste dalla litoranea di Manfredonia Mattinata Vieste, ha ammiratoe e fotografato quel grande scenario. Dall'altra parte del Ponte troviamo un'altra bella spiaggia con l'isolotto di Portonuovo. In questo tratto di spiaggia voglio ricordare anche il torrente di Caruso, senz'altro il più importante tra i tanti torrenti che sfociano in mare tra la spiaggia del Castello e quella di Portonuovo. Il torrente di Caruso alla sorgente che troviamo nella piana alle spalle della stessa spiaggia, forma prima un laghetto e poi si riversa verso il mare, ma la caratteristica non è solo quella di essere il più grande e di formare alla sorgente un laghetto dove tra l'altro sembra rappresentare un punto di sosta importante di emigrazione di tante specie di uccelli emigratori, ma anche quello di aver attirato, tanti viestani a fare la Petarola. La Petarola si fa con una rete di circa 40 mt. partendo dalla battigia, si prende una estremità della rete, si entra in mare e si forma un semicertchio arrivando più o meno fino all'altezza della coscia, si ritorna a riva chiudendo contro l'altra estremità. - continueremo in seguito
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